Cerca

Pagine

martedì 29 marzo 2016

Il Medioevo, di nuovo fra noi (o no?)

Ci sono voluti più di duecento anni, ma finalmente siamo riusciti a cancellare quell'accidente della storia noto come Illuminismo.
Ebbene sì, abbiamo lavorato tanto, ma l'obiettivo è raggiunto. Il Medioevo è finalmente di nuovo fra noi. Con le sue istituzioni onuste di storia, i suoi rivolgimenti politici, la sua profonda coesione spirituale... no vabbè questo no, ma insomma.
Volete di nuovo un condottiero che propugni l'unità del continente, un novello Carlo Magno? Ce l'abbiamo. Anzi, anche meglio, la scegliamo donna, così ne facciamo una specie di Giovanna d'Arco, ma rigorosamente a rovescio.
Eccola là, Laura Boldrini in tutto il suo splendore. Basta con la sovranità nazionale, basta con questo ferro vecchio dell'autodeterminazione: per vincere il califfato "è evidente che bisogna far lavorare insieme i servizi di intelligence..., e questo richiede più Europa. Bisogna colpirlo... nelle sue fonti di finanziamento, e questo richiede più Europa. Sono da bloccare le triangolazioni coperte che gli portano nuove armi, e questo richiede più Europa... L’Europa di cui i cittadini oggi avvertono ancor più il bisogno: forte, determinata, che non si fa dividere da piccole gelosie tra apparati o da singole convenienze commerciali... Ma perché tutto questo si realizzi stabilmente c’è un passo in più che dobbiamo fare, ed è il contributo che vorrei portare alla discussione comune. Senza giri di parole: si chiama integrazione politica". All'epoca si chiamava Impero e nel suo futuro ancora non si intravedeva qualche piccolo dissapore con gli Stati nazionali (con conseguenze nefaste, al solito, soprattutto per la nostra Penisola), ma insomma è lo stesso. D'altronde, anche Carlo cercò di riprendersi la Spagna dagli infedeli (ed a Roncisvalle il massacro fu perpetrato, per lo più, da baschi... evidentemente già autonomisti all'epoca).
Non è secondario, forse, anche ricordare che - col passar del tempo - anche gli Stati di allora iniziarono ad avere qualche problemino con le banche indipendenti e che, di converso, i banchieri iniziarono a temere i default sovrani, come diremmo oggi. Unica differenza, Bardi e Peruzzi, pur molto accorti, non ebbero l'intelligenza di inventare la Troika.
Non solo: grazie a questi giganti del pensiero, riusciamo a recuperare, d'amblée, tutta una teodicea del dolore: "il dolore aiuta a vedere [la necessità del 'più Europa'] con una nettezza inedita, ci spinge a mettere finalmente questi temi all'ordine del giorno con urgenza: perché più noi ci dilunghiamo alla ricerca di intese ostacolate dalle divisioni tra Stati, più i terroristi hanno campo libero per colpirci". Il male è necessario. Indica la via da perseguire. L'ha detto Sant'Agostino. L'ha detto - molto più autorevolmente, va da sé -Mario Monti.



Vabbè, direte voi. Tutto qui? E quel bel sistema fiscale che per interi secoli ha permesso la prosperità delle popolazioni europee, una crescita sostenibile, basata su agricoltura e pastorizia, tassi di inflazione quasi azzerati (come dimostrato, con tanto rimpianto, anche dal nostro economista de la gauche caviar preferito?).
Ci abbiamo anche quello! Non ci manca nulla.
Deflazione? Fatto!




Servitù della gleba? Fatto, in modo molto smart.

Corvée? Fatto!


(Baratto amministrativo per chi non può pagare le tasse locali? Fino a 21.000 Euro, con Monti. Costo orario del neo-schiavo? Fino a 10 Euro, con Monti. Esclusione dei vecchi perché poco produttivi? Non ha prezzo).
Ovviamente ci stiamo attrezzando per il testatico e per la decima. E possiamo dare sin da ora la bella notizia: siamo molto vicini al risultato. Per il primo, dobbiamo ringraziare essenzialmente Il Sole 24 Ore (che, in onere di questo revival vintage del Medioevo cambierà nome in Il Sole dalle Lodi a Compieta).
Per quanto attiene la decima, non più da versare alla Chiesa, ma allo Stato (anzi, si spera, al Super-Stato UE), c'è sempre il buon vecchio Piketty a proporla.
Ovviamente, abbiamo approntato - e da lungo tempo - anche una adeguata copertura religiosa. Credere, obbedire e combattere, come si sa.
Anche se, proprio a voler essere pignoli, qui pare a mio avviso confondersi Dio ed economia, o - ancora peggio - Dio e moneta. Senza necessariamente ritenere che il denaro sia lo sterco del Diavolo, tuttavia bisogna ricordare a certi disinvolti esegeti della morale cristiana che - anche con le maggiori capacità dialettiche del mondo - non si può servire Dio e Mammona.
D'altronde, proprio un grande storico - che allo "sterco del Diavolo" ha dedicato un libro fondamentale - ha mostrato come la cesura fra Medioevo ed Evo moderno sta proprio nel rapporto con il denaro: scompare la subordinazione della moneta alla carità (così come tutte le attività umane sono soggette alla Grazia di Dio), nasce la religione della competizione, della lotta individuale dell’uno contro l’altro, del successo ad ogni costo.
No, forse non siamo tornati al Medioevo.

Nessun commento:

Posta un commento